13 Gen 2022

Conferenza cop26: l’emergenza climatica è priorità globale

La conferenza sul clima di glasgow Cop26 ha mostrato che fermare il riscaldamento globale è ormai una priorità. I leader mondiali hanno stabilito misure concrete per tagliare le emissioni di CO2 e hanno scritto come obiettivo quello di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi rispetto ai livelli di metà ottocento.

La conferenza ha certificato che l’emergenza ambientale è diventata priorità globale.

Secondo Daniela Jacob, ricercatrice del Climate service center Germany, mezzo grado può significare che gli eventi climatici estremi, come le piogge torrenziali e le ondate di calore, diventerebbero più frequenti, oltre che ad una serie di condizioni negative anche sulla produzione agricola ecc…

Da l’Internazionale, risulta che la maggioranza dei rappresentanti ha annunciato il sostegno a quello che è diventato l’accordo sul clima di Glasgow. I delegati dei 197 paesi avevano come obiettivo velocizzare i meccanismi di accordo di Parigi del 2015, tuttavia il covid ha costretto a rimandare il vertice previsto per il 2020.

I modelli presentati mostrano che anche mantenendo gli impegni presi, avremmo comunque il 68% di probabilità di registrare un aumento compreso tra 1,9 e 3,0 gradi, con un valore mediano di 2,4 gradi.

Molte promesse sembrano prive di dettagli. Pare che all’inizio del prossimo decennio, il mondo avrà emesso una quantità di gas serra sufficiente a rendere del 50% più probabile il superamento dell’obiettivo prefissato.

TRE NOVITA’

Si è discusso a Glasgow di tre nuove opzioni che potrebbero portare al raggiungimento di questo ambizioso ma necessario risultato:

  1. nuove scadenze
  2. modifica degli accordi finanziari: vale a dire che i paesi poveri necessitano di aiuti e per farlo bisogna cambiare l’approccio. A Glasgow è emersa tuttavia un’altra linea di pensiero, ovvero uno strumento per la transizione energetica e non come una forma di aiuto. In sintesi, i paesi poveri hanno ottenuto alcune concessioni sui fondi per l’adattamento ai cambiamenti climatici.
  3. rafforzamento del multilateralismo: un maggior impegno per arrivare ad accordi.
Stabilimento Errebi

 

RAFFREDDARE IL FUTURO

Si è parlato di produzione di energia elettrica, riduzione delle emissioni di metano, svolta verde dei settori finanziari e sulla lotta alla deforestazione.

In tutti i casi sono stati coinvolti paesi e grandi aziende. Questi accordi non sono comunque facili da verificare.

Considerando le emissioni, contenere il riscaldamento di 1,5 gradi significa ridurre le emissioni annuali da 23 a 27 miliardi di tonnellate. Ci sono ancora motivi per sperare, afferma Gabriele Crescente.

Ciascuno di noi deve fare la sua parte.

Scrivi a contattaci@errebi-srl.it

 

 

 

+39 035 4237311